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Allevamento di Remo

IL MIO ALLEVAMENTO

Allevo i canarini utilizzando una casetta di legno di circa 6 mq. poggiata all’aperto nel mio giardino di casa. l locale interamente dedicato a loro, dispone di una finestra laterale ed e di una frontale vicino alla porta d’ ingresso. Entrambe le finestre sono munite di zanzariera esterna e di una parte oscurante che utilizzo in estate durante la fase di muta. A terra è stato posato un pavimento pratico da pulire e su una parete il locale dispone di un piano di appoggio e di un lavabo con acqua potabile che mi permette di eseguire la manutenzione quotidiana degli accessori. Il tetto e le pareti sono state ben coibentate per evitare sbalzi termici (specie d’estate). Da qualche anno ho preferito aggiungere all’interno del locale, luce artificiale e per ottenere buoni risultati (specie nel periodo di cova), una corretta illuminazione è importantissima. Non si deve sottovalutare la quantità di luce ma anche e soprattutto il corretto dosaggio della stessa in termine di ore. Non mi voglio troppo dilungare su questo argomento ma cercherò di trattare l’argomento in sintesi per quelle che sono le mie considerazioni.

LA QUALITA’ DI LUCE

In commercio esistono lampade che più si avvicinano alla luce naturale e queste sono senz’altro da preferirsi alle normali lampade ad incandescenza. Sul tipo di lampade da scegliere bisognerebbe, come dicevo ,spenderci molto più tempo a parlarne tenendo conto di molti fattori uno tra i primi la frequenza del neon e dei fenomeni stroboscopici che esso inevitabilmente provoca che è sicuramente stressante per i nostri amici animali. Io francamente mi sono affidato ad una semplice plafoniera dove ho montato 2 neon BIOLUX della OSRAM da 39watt, e per lo sfarfallio ho sostituito al reattore tradizionale un reattore elettronico per avere una frequenza superiore ai 50 Hz. Nel periodo intenso di cova utilizzo in aggiunta un’altra lampada OSRAM a basso consumo. Una piccola lampada di colore blu mi aiuta a simulare alba/tramonto che si accende a tempo 1/2 ora prima e dopo le luci principali. Queste lampade a luce solare sono leggermente più care di quelle a luce artificiale ma per i benefici che arrecano agli animali (soprattutto nell’assorbimento della vitamina D) sono secondo me da preferirsi.

IL DOSAGGIO DELLA LUCE

Il sistema ideale per riprodurre i nostri uccelli sarebbe seguire il ciclo naturale delle stagioni proprio come si faceva una volta, e come ancora oggi qualche allevatore ancora usa fare. Se lasciamo le finestre aperte e lasciamo entrare la luce naturale, noi avremo regolarmente i nostri uccelli in vigore amoroso ai primi giorni di marzo e resteranno in amore fino alla fine di maggio, con un po’ di fortuna potremo ottenere anche una terza covata nel mese di giugno.

programmatore

Programmatore

Avendo scelto di allevare con luce artificiale i primi di novembre doso circa 10,30 ore di luce (quelle che ci offre la natura ), da questo momento con l’aiuto di un programmatore,  inizio ad allungare le ore di luce in modo che ai primi di dicembre avremo 11,30 ore di luce (allungamento costante di 2 minuti al giorno), dai primi di dicembre incremento l’allungamento costante a 3 min. al giorno in modo da avere ai primi di gennaio 13 ore di illuminazione. 

Da questo momento i nostri animali saranno in pieno vigore amoroso, Mantengo così tutto invariato fino a fine marzo le ore di illuminazione e dai primi di aprile, inizio un allungamento della giornata di 4 minuti al giorno in modo da segnalare agli uccelli l’arrivo della nostra estate artificiale. Vedremo le femmine terminare l’ultima covata (dovrebbe essere la terza) per poi insieme ai maschi iniziare la muta. Ai primi di giugno avremo raggiunto le 16 ore di illuminazione, quindi possiamo iniziare a diminuire le ore di luce. A questo punto aiutandomi con le 2 finestre nel locale riduco notevolmente il tempo di luce e completo l’illuminazione con la luce naturale e poichè in natura le giornate si stanno accorciando diminuisco anche l’intensità luminosa staccando la lampada OSRAM a basso consumo.

LE GABBIE

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La voliera

Personalmente ritengo che per allevare e far star bene i nostri amici le gabbie migliori sono quelle di circa 55 cm di lunghezza con due sportelli anteriori e due laterali, 4 mangiatoie e il divisorio mobile che ci permette di tenere isolati i maschi dalle femmine in attesa del periodo riproduttivo. Nella foto a fianco mostro alcuni elementi costrutti della voliera esterna realizzata interamente in legno trattato. Dispongo all’interno del locale di  9 gabbie Canariz da 55 cm. montate in batteria.Voliera_popup
Utilizzo per lo svezzamento dei novelli, oltre che la voliera esterna, di altre 2 gabbie da 120 cm. Nel periodo di preparazione alle Mostre preferisco alloggiare i soggetti selezionati in gabbiette singole della 2GR. Il vantaggio è che i prescelti sono più facili da osservare durante la rifinitura della muta e dei colori e sicuramente posso evitare i litigi con gli altri. Mi è successo in passato di dover escludere dalle competizioni, esemplari di pregio soltanto perchè avevano perso una remigante o una parte del codione.